Sgabelli e destrieri


Sgabelli e destrieri

Nel Giappone medievale di Sengoku, il signore feudale si teneva alla larga del centro della battaglia. Il compito del daimyo consisteva nel dirigere le operazioni, non nel guidare la carica.


Questa natura statica è rappresentata perfettamente dallo sgabello. L'iconografia classica, e il cinema, ci offrono spesso l'immagine del comandante seduto nelle retrovie, circondato da tendaggi bianchi, in attesa che le staffette portino aggiornamenti dal fronte. Per un signore di samurai, trovarsi costretto a impugnare le armi in prima persona era il segnale di una disfatta imminente.

L’Europa cavalleresca seguiva una logica opposta. Re, duchi e conti spesso stavano in prima linea: il morale dei soldati dipendeva direttamente dalla presenza fisica del loro signore lì dove avvenivano gli scontri. Vedere il proprio leader rischiare la vita accanto ai soldati contribuiva a innalzare fortemente il morale di tutti.


Queste abitudini opposte nascono, forse, da una profonda differenza negli scopi ultimi della guerra.

In Giappone, l’obiettivo era l’estinzione. I samurai cercavano i nemici di alto rango per ucciderli; mozzare la testa del generale avversario ed esibirla come trofeo serviva ad accelerare la fine di una stirpe e garantire una conquista territoriale rapida e senza imprevisti. Le donne del clan avversario sarebbero poi state prese come consorti per giustificare il furto del cognome di una famiglia di fatto sterminata.

In Occidente, i conflitti erano comunque sanguinosi, ma solitamente si puntava a ottenere dei vantaggi immediati dalla vittoria, non a cancellare chi aveva perso.

La cattura dei nobili era una pratica strutturale della guerra feudale. Un signore vivo aveva un valore economico e politico enorme: poteva essere riscattato, scambiato, usato come leva diplomatica. Questo non significa che i comandanti europei non morissero in battaglia — accadeva, e non di rado — ma esisteva un costume che incentivava a prenderli vivi quando possibile. Un principe o un duca potevano valere più come prigionieri che come cadaveri.


In Giappone un signore che si alzava di scatto dallo sgabello stava perdendo la guerra.

In Europa un re che scendeva da cavallo poteva averla appena vinta — o stare per diventare un prezioso ostaggio.